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Incontriamoci...a Vivara

Laboratorio di scrittura creativa

Se Vivara fosse riaperta al pubblico

Quando la natura si difende

  

Vivara è un isolotto del Mar Tirreno, legato all’isola di Procida con un ponte.
L’isolotto è chiuso al pubblico ormai da tanto tempo e flora e fauna regnano incontrastate sul piccolo territorio lontane dal mondo circostante. L’unico tramite con il mondo esterno è un gabbiano che volando ascolta le notizie e porta a conoscenza delle ultime novità, gli abitanti dell’isolotto.

 

   
    Un giorno il gabbiano, volando sull’isola di Procida, viene a conoscenza del fatto che Vivara sarebbe stata riaperta al pubblico.
 Subito porta la notizia sull’isolotto e, tra gli alberi e gli animali, nasce un’accesa discussione.  
   Alcuni affermano di essere contenti della riapertura di Vivara perché sono stufi di essere così lontani dal mondo circostante, altri, invece, pensano che sarebbe dannoso permettere ai visitatori di aggirarsi sull’isolotto perché essi, poco rispettosi dell’ambiente, avrebbero potuto distruggere l’equilibrio che si era venuto a creare.
    Passa il tempo e nulla sembra cambiare…ma durante la notte si sentono sull’isola strani rumori e si vedono pericolosi bagliori. In effetti alcuni cacciatori di frodo si intrufolavano alle prime luci dell’alba sparando agli uccelli mentre dei vandali, di notte entravano nell’isola per accendere fuochi, mangiare e bere e distruggere tutto ciò che gli capitava a tiro.  
    Gli animali, allora si convinsero che la soluzione migliore fosse quella di rendere accessibile l’isolotto così, pensavano, almeno ci sarebbe stato qualcuno a vigilare.
  Dopo qualche tempo il gabbiano volando vide tanta gente riunita nella piazza principale di Procida e, scendendo a bassa quota ascolta quello che viene comunicato alla popolazione: “ È ufficiale! Vivara sarà riaperta al pubblico!” Subito il gabbiano vola a portare la notizia e tutti fanno festa!  
     Un brutto giorno, però, gli abitanti di Vivara si svegliano con un incredibile rumore: le ruspe stanno arrivando sull’isola e cominciano a disboscare una zona. A quanto sembra si vogliono costruire delle aree di ristoro per i turisti!
   Gli abitanti dell’isola sono sbigottiti: ogni metro di quel territorio è un patrimonio di inestimabile valore. Gli alberi  hanno impiegato molti anni per diventare così rigogliosi ,essi, inoltre, danno riparo e cibo a molti animali. Che fare? Un topolino si fa strada fra tutti e dice la sua:” Non capiscono? Bene ci penseremo noi, facciamogli vedere cosa diventerebbe questo posto senza di noi!”In breve tempo, utilizzando le arti magiche custodite da secoli sull’isola, tutti gli esseri viventi diventarono mostruosi, dando al territorio un aspetto spettrale.  
      Accorsi in massa a vedere cosa succedeva nessuno sapeva spiegare l’accaduto, finalmente il Sindaco di Procida capì: la natura si stava difendendo dando un insegnamento esemplare agli uomini. Così promise solennemente che mai più avrebbero ostacolato il normale corso della natura e che nel futuro, prima di prendere decisioni importanti a proposito dell’isola, si sarebbe provveduto a sentire l’opinione di quelli che erano i veri padroni di Vivara: gli animali e le piante.

 

 CLASSI QUINTE SEZ.E-F

Scrivi una storia avvalendoti come motivo di ispirazione dell’atmosfera, dei sentimenti e delle emozioni suscitate dall’isola di Vivara. Puoi essere tu stesso il protagonista, un amico o un gruppo di animali capitati sull’isolotto quasi per caso. Arricchisci  la storia utilizzando i cinque sensi e fai volare la tua fantasia.

Sono giunto qui quasi per caso e visto che mi trovo vado a visitare il diamante verde e blu, cioè Vivara.
La prima cosa che sento sono le foglie del leccio che si muovono delicatamente e mi trasmettono sensazioni di leggerezza.
Non sento ancora i versi degli animali selvatici che staranno dormendo.
In  tutto questo mio percorso, sento il gallo che fa il suo chicchirichì e lo scoiattolo che sbatte le noci molto forte come fa nell’orologio e questo mi fa pensare che i dormiglioni si sono finalmente svegliati; il calore del sole è aumentato e quindi sarà sicuramente mezzogiorno. Mi lascio trasportare dal rumore del mare e dal fischiettio del pettirosso e del pettazzurro.
Dopo, mentre mi rilasso ancora, dalla stanchezza casco tra le braccia di Morfeo che mi fa schiacciare un bel lungo“pisolone”.
Inizio a sognare ….
Una volpe, un’aquila, un puma, una scimmia e un canguro arrivano su Vivara trasportati dal mare e dal vento in tempesta. Sull’isolotto sono stupiti e meravigliati perché non hanno mai visto qualcosa di così bello e non vedono l’ora di esplorarlo. Si mettono in cammino. Incontrano subito degli animali che vogliono fare amicizia, ma loro non si fidano e si organizzano:il canguro comincia a tirare pugni, la volpe mette tante trappole, il puma dà morsi e la scimmia scappa sugli alberi; gli animali la vorrebbero prendere ma cadono giù, invece l’aquila vola e fa i suoi bisogni sulle loro teste.
Tutto questo gran parapiglia attira l’attenzione degli “Animali SalvaVivara”, una specie di agenzia che punisce chi fa del male o sporca l’isolotto. Gli ospiti, a questo punto, devono dare delle spiegazioni sul loro  comportamento.
Essi si scusano dicendo che vogliono solo vedere le bellezze del luogo e poi andare via . Allora la punizione è proprio quella di sentire, toccare, vedere, odorare tutte le meraviglie di Vivara.
A quel punto mi sveglio: apro gli occhi e vedo il bellissimo panorama formato dal cielo e dal sole che sta tramontando e dalla splendida montagna di Vivara a picco sul mare.
Decido di scendere un po’ più giù per vedere il mare, dove sento anche un odore “marino”. Purtroppo il sole mi sta salutando quindi è venuta l’ora di andarmene. Arrivederci, diamante verde e blu, ritornerò un’altra volta a vivere questa magica esperienza.
                                                     Vincenzo Cariati
                                                     Alessandro Mazzella
                                                     Alessandro Mirra

Scrivi una storia avvalendoti come motivo di ispirazione dell’atmosfera, dei sentimenti e delle emozioni suscitate dall’isola di Vivara. Puoi essere tu stesso il protagonista, un amico o un gruppo di animali capitati sull’isolotto quasi per caso. Arricchisci  la storia utilizzando i cinque sensi e fai volare la tua fantasia.
 

All’una arrivai, con  una di quelle barchette trovate alla spiaggia di Lampedusa.
Avevo caldo, perché era estate. Non vedovo  l’ora  di mettere piede su quell’ isolotto tutto verde, che era molto più tranquillo di Procida, "la sua vicina di mare “.
Le onde mi trasportarono verso la costa rocciosa  e io, con tutte le mie forze , riuscii a salire anche se non fu facile.
Trovai una natura  che mi sorrideva, l’aria densa di profumi che  mi rilassavano, la terra  che fioriva, gli uccelli che cinguettavano. Era tanto bello che non avrei mai voluto che qualcosa o qualcuno potesse alterare  quell’ incantevole atmosfera, quel luogo magico .
 La natura mi catturò e mi spinse  ad esplorare quel luogo misterioso.
Mi stesi a  terra e mi addormentai; sognai che Vivara era diventata  una città piena di  fabbriche e case, inquinata e non rispettata, gli animali erano aggressivi e le piante erano addirittura sparite, i cittadini erano scontrosi e arroganti e buttavano in giro sigarette, carte sporche, gomme da masticare, senza un minimo d ‘interesse per quel posto .
Quando mi svegliai, mi ritrovai circondata da tantissimi animali che mi fecero  capire che tutto questo era  stato solo un sogno.
 All’improvviso quel silenzio fu devastato da un rumore strano, metallico. Mi alzai  e andai a vedere: non ci potevo credere c ‘erano operai  sul ponte, armati di ruspe! Avevano interrotto il silenzio con quel frastuono, il ponte era ormai distrutto e io non potevo raggiungere l’isola vicina dove la mia vita avrebbe avuto più opportunità.
Io ero sola con la natura nell’ impossibilità di spostarmi. Fin quando avvistai un ragazzo su una barca che vedendomi chiamare mi venne a prendere. Non volevo, però, lasciare  quell’ isola; i rumori degli uccelli, i profumi  della natura, il fruscio delle foglie e dei serpenti. Ormai mi ero abituata, ma lo dovevo fare. Prima di andare con lui  volli  fare ancora  un giro per quell’ oasi. Mi accorsi che ora  il mio futuro sarebbe stato diverso; forse sarei  diventata  famosa  ma mai  mi scorderò di quest’ isola che, diversa da tutte le altre, era la più bella. Così  salutai la natura, gli uccelli, gli  insetti  l’aria pulita e mi  avviai verso la riva. Là mi aspettava quel ragazzo che mi portò a Procida  dove abitai in  una casa dove ancora vivo che si affaccia sull’ isolotto.
 Quotidianamente  la osservo e spero che un giorno possa ritornarvi e rivivere  le emozioni che ho  provato  possedendola in solitudine seppur per poco .


                        ALESSIA , MARINA ,
              MARTINA BUONISSIMO, ARCHEA

Scrivi una storia avvalendoti come motivo di ispirazione dell’atmosfera di sentimenti e delle emozioni suscitate dall’isola di Vivara. Puoi essere tu stesso il protagonista, un amico o un gruppo di animali capitati sull’isolotto quasi per caso. Arricchisci la  storia utilizzando i 5 sensi e fai volare la tua fantasia.

Non ricordo bene come arrivai su quest’isola misteriosa, ricordo solamente di aver battuto la testa mentre nella tempesta la mia barchetta si capovolgeva. Penso sia stata la corrente a farmi incontrare Vivara, una verde mezzaluna circondata dagli spruzzi lucidi come diamanti. Mi inerpicai sulla costa a picco sul mare per inoltrarmi nel fogliame. Subito scoprii che il buio ed il silenzio avevano la voce di un bellissimo pettirosso, di un piccolo e astuto coniglio nano, del fruscio della variopinta farfalla.
 Guardandomi intorno scoprii querce dalle tonde chiome. Ad un tratto un rumore mi attirò facendomi allontanare sempre di più fino a che in un groviglio di foglie vidi un serpente, sicuramente velenoso, che tentava di aggrovigliarsi sul corpo di due piccoli neonati. Ero confuso, terrorizzato, nel panico, perché mentre cercavo un’arma per colpire il serpente o una pietra appuntita, dall’altra non smettevo di chiedermi da dove arrivassero quei due bambini soli e abbandonati. Finché vidi un tenero braccino alzarsi e strangolare il serpente a mani nude. Subito pensai che fossero figli di Dei, quegli stessi Dei che forse giacevano sul fondo di Procida e Vivara , Mimante e Giove. Dimenticai di essere stanco e affamato per il desiderio di prendermi cura di quei due bambini che, anche se inermi e indifesi, mostravano una profonda ostilità reciproca: piangevano rabbiosi non appena cercavo di accoccolarli vicini tra loro. Ripensai alla leggenda di Mimante e Giove. Anche in quella storia si parlava di una grande rivalità fra le due divinità. Non avevo più memoria, non saprei dire quanto tempo trascorsi con quei due bambini che ormai erano diventati i miei due veri figli. Fra litigi e riappacificazioni li allevai con quello che la natura mi offriva. Ero quasi felice di quella bella solitudine che faceva comunque di noi una famiglia. Finché un giorno Mimante e Giove , così li battezzai in quel lontano giorno di naufragio, non fecero più ritorno nella capanna che un tempo avevo costruito per loro. Chissà forse i loro padri li avevano richiamati nel fondo del mare, oppure erano solo due giovani che rincorrevano la vita in una città rumorosa. Senza di loro non avevo più motivo per trattenermi in quell’ isola che mi donava tristezza e malinconia. Eppure la nostalgia mi fece conservare la cesta di quanto avevo ritrovato Mimante e Giove nel bosco. Non me la sentii di abbandonare Vivara del tutto e mi trasferii a Procida dove ogni giorno, guardandola da lontano o attraversando il ponte che qualcuno aveva costruito, potevo continuare a sperare di vedere i miei piccoli Dei.

             Francesco, Alessandro A., Pietro

Sull’isolotto di Vivara una giovane donna è sdraiata su un prato:quali odori le porterà il vento? Sono profumi, intensi, delicati, lievi, pungenti, penetranti …? Quali rumori romperanno il silenzio? Versi di animali in lontananza, il fruscio del vento o infrangersi delle onde sugli scogli? Chiudi gli occhi e immagina strani eventi che coinvolgono la protagonista.

Una giovane donna è sdraiata su un prato sull’isolotto di Vivara; c’era un odore intenso che si espandeva in tutta l’aria;il prato era pieno di fiori, come i narcisi gialli; l’alloro sempreverde dominava con la sua chioma brillante, mentre i finocchietti selvatici  stuzzicavano le narici.
Lei era molto rilassata e spensierata, una leggera brezza le scompigliava i capelli e accarezzava il suo viso. La giovane donna girovagando per l’isolotto, sentì dei gridi di dolore: era un pettirosso ferito ad un’ala. Vedendolo soffrire si intenerì e decise di prendersene cura.
Ella portò il pettirosso nel suo rifugio tra due alberi e lo posò in mezzo all’erba mentre lei andò in cerca di cibo per la povera bestiola e per sé. Dopo una lunga passeggiata trovò delle bacche da mangiare che al pettirosso non piacevano e quindi gli portò qualcos’altro, cioè dei semi.
 Corse velocemente verso il pettirosso per sfamarlo e la bestiola subito si sentì un po’ meglio.
La giovane donna sentì calare il buio della notte, impaurita, infreddolita si mise in cerca di un rifugio sicuro per sé e per il pettirosso. La luce della luna e delle stelle aiutò la donna a intravedere tra i cespugli una casa e, incuriosita, decise di entrarci. Un’altra sorpresa la aspettava come per magia : una fascia con i colori dell’ arcobaleno e della frutta pronta per essere mangiata su di un tavolo.
Decise di usare quella fascia per avvolgere l’ala del pettirosso ferito. Ora all’uccello bastava solo un po’ di riposo prima di ricominciare a volare.
Finalmente per quel giorno poteva fermarsi e riposare un po’ anche lei. Il mattino seguente dalla finestra timidamente un raggio di sole fece capolino, la ragazza aprì gli occhi e subito si accorse che il pettirosso non c’ era più.
Allora uscì fuori all’ aperto e nel cielo di un azzurro smagliante vide il pettirossi volare con il suo stormo.
La ragazza si sentì molto felice : l’uccellino volteggiava delicatamente nell’ aria, con le ali spiegate e perfettamente in forma.
 Forse quella fascia con i colori dell’ arcobaleno aveva fatto una vera e propria magia!
             Biagio, Antonella, Maria, Thomas

 Sull’isolotto di Vivara una giovane donna è sdraiata su un prato:
Quali odori sente che gli porta il vento?
Sono profumati, intensi, delicati, lievi, pungenti, penetranti.
Quali rumori romperanno il silenzio? Versi di animali in lontananza, il fruscio del vento o l’infrangersi delle onde sugli scogli? Chiudi gli occhi e immagina strani eventi che coinvolgono la protagonista.

Tanto tempo fa due poveri genitori naufragati lasciarono la loro bambina di un anno sull’isola di Procida affidandola alle suore. Dopo alcuni anni la ragazza si laureò in biologia. Mentre eseguiva una ricerca sulla fauna marina, arrivò vicino alle coste alte e rocciose di Vivara. Vi salì sopra e vide un’erba fresca e verde da cui fu attirata, ci si sdraiò mentre la sottile brezza le sfiorava il viso portandole i profumi intensi e delicati dei fiori dai colori sgargianti. Il silenzio veniva interrotto da suoni leggeri; i cinguettii dei passeri si intrecciavano al canto di tanti altri uccelli; le onde, che si infrangevano contro gli scogli, erano un sottofondo melodioso e pieno di armonia.
Nel primo pomeriggio la ragazza si sedette su di una pietra e, mentre guardava il sole rosso fuoco che si tuffava nel mare blu intenso, vide uno dei delfini più rari che avesse mai incontrato. Il ricordo di quel prezioso momento le rimase impresso come una foto scattata con una vera macchina fotografica.
La sera, ormai tardi, si addormentò e in quel momento sognò di essere una biologa professionista che scopre un’ isola affascinante, vicino a quella di Procida. La mattina la giovane ritornò a Procida e rimase a studiare con impegno, divenne con il tempo una importante biologa che approfondiva i suoi studi con l’aiuto di un gruppo che lei aveva voluto chiamare “Vivara”. Dopo tanti anni quell’isolotto fu dedicato a quest’antica ragazza veramente degna di essere ricordata. Si dedicò al progetto per salvaguardare l’isolotto e tutte le sue specie; su di esso ancora ci sono animali rari e magnifici e una flora stupenda, non è inquinato né toccato “dalla mano dell’ uomo” che devasta foreste e boschi per costruire case e città. Vivara ancora oggi è un’oasi pulita e perciò va rispettata e salvaguardata.

Mariaclara, Giuliana, Erika, Arturo 

   Scrivi una lettera da infilare in una bottiglia e lanciare nello spazio, in cui racconti la bellezza dell’isolotto di Vivara e i motivi per cui dovrebbe essere salvaguardato.

Caro sconosciuto,
io non so chi tu sia, ma ti voglio raccontare l’immensa bellezza dell’isolotto di Vivara e i motivi per cui dovrebbe essere curata e salvaguardata.
La nascita di Vivara risale a migliaia di anni fa. All’inizio era collegata  a Procida con una sottile striscia di terra ed era un cratere vulcanico che, col passare del tempo, ha subito un processo di erosione e l’isolotto è tutto ciò che ne rimane.
Guardando Vivara dal mare, si puo’ osservare tutta la sua vegetazione e la sua nota  forma a mezzaluna.
Io sono stata su Vivara due volte, ed ogni volta è stato sempre più bello perché, ricordandomi delle cose che avevo visto la prima volta, mi sembrava tutto più emozionante anche se era tutto uguale. Su Vivara ho percorso un sentiero con una folta vegetazione che quasi mi abbracciava e mi ricopriva come un manto steso su di me.
Da quel giorno mi è rimasto impresso nella mente e la seconda volta che l’ho percorso mi ricordavo perfettamente tutta la strada e credo che se oggi visitassi l’isola ricorderei molto bene il sentiero.
Vivara è un’ isola talmente bella da lascare a bocca aperta chiunque la veda e da invogliare molti a esplorarla .Non dovrebbe subire gli interventi dell’ uomo ma essere salvaguardata e curata per bene, perché è una risorsa naturale che custodisce molte piante della macchia mediterranea ; è il regno di numerose specie di uccelli e insetti che con i loro voli e i loro canti interrompono il silenzio “antico” della natura. Spero che tu, leggendo questa lettera, capisca la bellezza e l’ importanza di Vivara e possa un giorno visitarla.
Se vuoi andremo insieme così potrò raccontarti tante altre cose sulla natura di Vivara e la magica atmosfera che si respira!

 Scrivi una lettera da infilare in una bottiglia e lanciare nello spazio in cui racconti la bellezza dell’isolotto di Vivara e i motivi per cui dovrebbe essere salvaguardato.

Non so chi tu sia, ma ti voglio far conoscere  l’ immensa bellezza dell’ isolotto di Vivara. E’ un’ isola piena di segreti, piena di emozioni, piena di avventure ... Un luogo distaccato dal mondo, dove puoi riposarti e passeggiare tra i sentieri nascosti di quest’isola . Un luogo dove puoi vedere, fra i tanti cespugli alcuni animaletti che vogliono fare amicizia con chi si avvicina. Un luogo pieno di amore che ti fa dimenticare  tutte le tue difficoltà e i tuoi e i tuoi problemi: insomma un vero paradiso!!! Quest’ isola ti riempie veramente il cuore pieno di gioia e di allegria . Nell’antichità anche i Greci sono sbarcati a Vivara attirati dalla bellezza del luogo e , successivamente, è diventata una riserva di caccia del Re Borbone.Caro amico sconosciuto, ti consiglio con tutta la mia anima di andare a Vivara per vedere, tra gli alberi tanti uccellini cinguettare, per inebriarsi dei tantissimi profumi nascosti nel bosco, per ascoltare i rumori, suoni, fruscii che ci inducono a scoprire e a toccare le mille forme della vita. E sono questi alcuni dei tanti motivi per cui Vivara dovrebbe essere salvaguardata , aperta a tutti , per essere conosciuta e ammirata da un crescente numero di persone, ma soprattutto per farla diventare un’ isola dove la natura viene  rispettata e amata. E allora, caro amico, ci sono ancora infinite cose da dirti su quest’isola, ma penso che basti questo per farti capire che Vivara è uno scrigno sul mare dalla bellezza unica al mondo. Dopo tanto decantare la bellezza di questa amata isola spero che verrai al più presto a visitare questo bellissimo paradiso.
          
ANTONIO , MARTINA, NOEMI, SIMONE.

L'albero della poesia

 

 

 
 
 
 
 
Il Circolo Didattico di Procida, già da qualche anno, ha aderito al Progetto Comenius inserendosi, così, in un circuito europeo, utilizzando finanziamenti stanziati dalla Comunità Europea, per arricchire la propria offerta formativa.
 Il progetto permette di allargare i confini della propria scuola e ampliare i propri orizzonti culturali, attraverso la promozione di opportunità, che riguardano la mobilità degli alunni, l'acquisizione e l'approfondimento di conoscenze relative a varie realtà europee, lo sviluppo della competenza linguistica,tramite gli scambi personali e i contatti con membri di altri paesi nonché lo sviluppo di competenze nel campo delle tecnologie informatiche.
Un progetto, quindi,che al di là dei suoi specifici contenuti, finalizzati a sviluppare la competenza sociale dei ragazzi, mira ad arricchire il processo formativo di esperienze comunicative, con possibili riscontri positivi sul piano dei rapporti interpersonali e dell'atteggiamento nei confronti delle altre culture.
Il progetto prevede l'incontro di scuole appartenenti ad alcuni paesi europei ( Spagna, Francia, Svezia e, naturalmente, Italia), chiamati ad esprimersi su tematiche comuni, a scambiarsi informazioni ed esperienze, a confrontarsi su didattica e metodi d'insegnamento.
 
Referente per la nostra scuola è il maestro Vincenzo Sabia, insegnante di lingua, attento conoscitore ed estimatore delle varie culture dei paesi europei, nonché particolarmente aperto alla collaborazione e alla ricerca di nuove formule di impostazione metodologiche, didattiche ed educative. I docenti del Circolo, contagiati dall’entusiasmo del collega, hanno ritenuto giusto aderire all’iniziativa in quanto questa esperienza, attraverso la cooperazione attiva degli alunni e degli insegnanti con soggetti di altri paesi e, quindi, attraverso la conoscenza di vari sistemi scolastici europei, può favorire l'apertura al rinnovamento di pratiche didattiche, organizzative e di gestione della scuola.                                                                      

 Hello!

               I am Comenius

Già dall’anno scorso si sono avuti incontri con le scuole partners a cui hanno preso parte solo insegnanti e dirigenti delle istituzioni scolastiche, gli alunni, invece, hanno intrecciato rapporti epistolari con gli altri bambini e hanno iniziato a lavorare ad un progetto di lavoro comune: la costruzione di un fumetto. All’inizio è stato chiesto loro di pensare ad un personaggio protagonista di tutte le strisce successive: è nato così Comenius un simpatico ragazzo che nel corso del tempo si è trovato e si troverà al centro di varie vicende, suggerite di volta in volta dagli insegnanti, che lo porteranno a scoprire aspetti dei vari paesi partners. Quest’anno Comenius ha dapprima fatto un salto nel passato, portando a riflettere sulle radici storiche dei vari paesi partners, e poi nel futuro portando i piccoli a pensare a come si possa sentire una persona catapultata in un mondo che ha cambiato modo di parlare e abitudini. Il comic books che verrà fuori dalla scelta delle strisce più significative, verrà pubblicato.
Dal 22 al 26 novembre 2010, si è tenuto nella nostra isola il primo miting Comenius di quest’anno. In questa occasione si sono incontrati insegnanti e dirigenti di Spagna e Svezia e una delegazione di alunni francesi, ovviamente accompagnati dai loro insegnanti.
Al di là delle avverse condizioni meteorologiche, l’incontro è stato un “successone”. I bambini hanno avuto modo di incontrare i loro amici di penna e, al di là delle naturali barriere linguistiche, sono riusciti a comunicare fra loro e ad approfondire la conoscenza dandosi un arrivederci ai prossimi miting che si terranno in Spagna, a gennaio e in Francia a maggio.
Ovviamente, nel periodo in cui la nostra scuola ha ospitato le delegazioni, sono state organizzate varie attività didattiche…peccato per la visita a Pompei: non è stato possibile realizzarla a causa del maltempo!
Per il resto tutto OK.
 

Ecco i momenti più significativi del meeting

 

                       

  L'accoglienza     

                                                                                       

   
   

 In giro per Procida

 

 

 

   
   

I laboratori

 

I vulcani

La storia di Pompei

 

I numeri romani

 

Parliamo in inglese?

 

Indietro nel tempo...

con l'Associazione "Vivara"

Dipingere ...con una patata!!!

 

 

La videoconferenza

 
 

In palestra con...la palla rilanciata

Arrivederci!!!

 

        Arrivederci,è stato un vero piacere avervi con noi!!! Ciao e...a presto

 

 

“A scuola di solidarietà

Progetto di sostegno a distanza rivolto agli alunni della scuola primaria

 Il Progetto nasce dalla convinzione che i nostri bambini abbiano bisogno di essere fortemente stimolati a diventare persone migliori di quelle che ci propongono i molteplici e vuoti modelli di vita della società in cui viviamo e che un’ esperienza di “sostegno a distanza” possa concretamente fornire loro il senso del rispetto dell’ altro e della solidarietà verso chi non ha.

Finalità:
*Creare un’ esperienza concreta di solidarietà con i ragazzi come    protagonisti.    
*Creare una scuola dove la solidarietà verso il compagno di banco e verso i ragazzi di paesi lontani e molto poveri è straordinariamente normale (dal sito del M.P.I.)   
*Far conoscere e realizzare il Sostegno a Distanza come valido strumento di solidarietà
 

Dal punto di vista organizzativo il Progetto prevede il versamento di 1 euro al mese da parte di ogni alunno in date elette come “Giornata della Solidarietà” .
I proventi di quanto raccolto finora ci hanno consentito l’avvio di 8 SAD in diversi paesi del mondo: Cambogia,Filippine,Sry Lanka, Etiopia,Perù, India, Indonesia.

I minori sostenuti e le loro famiglie,grazie al nostro impegno, hanno una speranza di futuro, contano su di noi per cui è vitale che questo nostro impegno duri più a lungo possibile 

 Per garantire il loro futuro basta un attimo del tuo presente…

Ecco le foto di alcuni bambini che vengono aiutati dal Progetto Solidarietà:

   

   

     

 

 

 

 Progetto Snorkeling

Il mare rappresenta, nel nostro territorio, l'elemento predominante. Molte delle attività didattiche,quindi, hanno come oggetto il mare....da scoprire, da amare, da rispettare. In particolare, il nostro Circolo Didattico collabora da anni con un gruppo di esperti al fine di favorire un corretto approccio dei bambini con questo elemento che é tanto importante nella vita isolana. Ogni anno, nell'ultima parte del mese di maggio i bambini delle classi quinte partecipano ad un corso di snorkeling, patrocinato dal Comune di Procida, nell'ambito della manifestazione "Procida mare blu". Il corso, tenuto negli ultimi giorni dell'anno scolastico prevede due momenti: uno teorico, presso i locali della scuola elementare, l'altro pratico, nelle acque di Marina Grande lato "Grotte".

SNORKELING A.S.2008/09

 


"PROGETTO COMENIUS"



Già da qualche anno il Circolo Didattico di Procida partecipa al Progetto Comenius che è un progetto di cooperazione scolastica promosso dalla Comunità Europea nell'ambito del Programma Generale sull'Istruzione Socrates.
Promuovendo la cooperazione tra insegnanti e studenti provenienti da almeno 3 paesi della Comunità, questo 
progetto vuole migliorare la qualità dell'istruzione scolastica e rafforzarne la dimensione europea, in particolare incoraggiando la cooperazione transnazionale fra istituti scolastici per contribuire ad un migliore aggiornamento delle competenze professionali del personale della scuola ed inoltre vuole promuovere la conoscenza delle lingue e la sensibilizzazione interculturale.

Nell'anno scolastico 2009/2010 il Progetto Comenius attuato nel nostro circolo ha come obiettivo principale l'acquisizione, da parte degli alunni, del concetto di Unione Europea, basata sull'educazione alla cittadinanza.

Dopo la visita del nostro Dirigente Scolastico Lora Verrusio, del DSGA Grazia Aniceti e dell'insegnante di lingua Enzo Sabia ad una scuola spagnola, sono venute a Procida tre delegazioni di presidi e insegnanti di scuole della Francia, della Spagna e della Svezia che si sono trattenute dal 22 al 25 marzo 2010.
In questi quattro giorni le delegazioni si sono recati nei 3 plessi del nostro Circolo dove sono stati accolti con coreografie deli alunni e rinfreschi, hanno visitato il centro storico, un laboratorio per la costruzione dei misteri, un limoneto e la Chiesa dove è custodito il Cristo Morto, fatto 
un'escursione a Napoli e  un giro in barca dell'isola.
Inoltre hanno partecipato nell'aula multimediale del Plesso Capoluogo ad un confronto tra sistemi educativi all'interno dell'Unione Europea insieme ai docenti del circolo e nella Sala Consiliare alla visione di presentazioni di Power Point
sulle scuole e i paesi del progetto Comenius alla quale sono stati invitati anche il Consiglio di Circolo e i rappre-
sentanti di sezione e di classe.



  • 22 MARZO 2010: VISITA AL PLESSO CAPOLUOGO


    Eccoci tutti  nel cortile della palestra scoperta per festeggiare l'arrivo delle delegazioni del progetto Comenius:

     

     

    Inizia la prima coreografia delle classi quarte con la canzone "La rumba degli scugnizzi":

     


     

     




     

    Poi c'è quella  di tutte le sezioni di Scuola dell'Infanzia del Plesso Capoluogo che ballano sulla musica di una divertentissima canzone in spagnolo "Cicci ua, cicci ua":

     

     




     

    Infine  le classi quarte ballano di nuovo sulle note della canzone "High" della Lighthuose Family:

     










     

    Dopo le delegazioni sono andate in alcune sezioni della scuola dell'Infanzia dove hanno osservato i bambini intenti nelle attività didattiche:

     

     
















     

    Prima del coffee break è arrivato l'ex Sindaco Gerardo Lubrano che, insieme al Dirigente Scolastico, ha dato il benvenuto alle delegazioni alle quali sono stati donati libri e gagliardetti del Comune:

     







     

    25 MARZO 2010: VISITA AL PLESSO DI VIA LIBERTÀ

    Anche nel Plesso della scuola dell'Infanzia di via Libertà le delegazioni sono state accolte da un'allegra coreografia realizzata da tutti i bambini e da un rinfresco con specialità procidane: