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Alzi la mano chi non ha
mai sognato di andare proprio lì, dove si produce il cioccolato,
sentirne l'aroma, assaporare il suo gusto inimitabile, sporcarsi con il
cioccolato ancora liquido e ........!!!!!! |
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Ciao, invidiosi!!! Noi
quel sogno lo abbiamo realizzato aderendo all'iniziativa, patrocinata
dalla Regione Campania: "A scuola di cioccolato". Slurp !!!! Ragazzi che bontà....ma chi l'ha detto che andare a scuola è un'esperienza che lascia l'amaro in bocca?????? |
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Trasformare i semi di
cacao in cioccolato richiede molto lavoro. Dopo la raccolta i frutti
vengono spaccati e vengono raccolti i semi e la polpa biancastra che li
ricopre, poi vengono posti in recipienti per far fermentare la polpa ed
ammorbidire i semi: questo procedimento riduce il sapore amaro ed
astringente dei semi sviluppandone gli oli essenziali.![]() |
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Subito dopo i semi vengono fatti seccare al sole oppure al calore artificiale, poi vengono stoccati in attesa della torrefazione. Successivamente i semi vengono spazzolati dalle macchine “mondatrici” per eliminare le impurità ed i corpi estranei e che al termine del trattamento provvedono alla “calibratura”, processo che consiste nel vagliare i semi in base alla grandezza, pronti per la torrefazione. |
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La torrefazione è un processo durante il quale tutte le sostanze che si sono formate con la fermentazione, vengono ora esaltate donando ai semi il caratteristico profumo del cacao. In grandi sfere rotanti le fave, così si chiamano i semi del cacao, vengono fatte abbrustolire per un periodo di 15-20 minuti, ad una temperatura che varia da 110° e i 120° C. |
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Il passo successivo consiste nel macinare e fondere ad una temperatura di 50-60° C i semi ottenendo la pasta di cacao, una parte di questa viene utilizzata per produrre il burro di cacao e il cacao solubile in polvere. L'altra parte viene sottoposta al processo di “concaggio” durante il quale vengono aggiunti altri componenti, come ad esempio lo zucchero, e sottoposti al processo di raffinazione. |
| Il risultato del processo di concaggio è un prodotto fluido, plastico e vellutato: il cioccolato fondente. Adesso il composto è pronto per le lavorazioni finali, lo stampaggio in tavolette o qualsiasi altra lavorazione. Il processo di concaggio può variare in base alle consuetudini alimentari dei vari paesi. |
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La fase successiva di lavorazione si chiama “temperaggio” e consiste nel far passare il cioccolato dai 40° C del concaggio ai 28 °C per poi rialzarsi a 31° C. Questo brusco passaggio di temperatura serve ad ottenere un prodotto finale lucido e consistente modificando i cristalli del burro di cacao. |
| La fase finale è quella della modellazione dove il cioccolato viene versato in stampi di metallo o legno fatti vibrare in modo da far uscire l'aria e rendere il prodotto perfettamente uniforme. Una volta raffreddato il cioccolato viene tolto dallo stampo e confezionato. |
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A "La Cioccolateria",
viste le imminenti festività pasquali, stavano preparando le uova di
cioccolato. Andiamo a vedere come nasce un uovo di Pasqua!!! |
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| Il cioccolato fluido viene versato negli appositi stampi e poi messo a raffreddare fino a quando non si solidifica. Quando il cioccolato delle uova è perfettamente solidificato si estrae dallo stampo e le due parti vengono assemblate con una spennellata di cioccolato fuso.....non senza prima aver inserito la tradizionale sorpresa!!! | |
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Successivamente le nostre
uova di cioccolato vengono.....vestite a festa secondo la creatività del
personale addetto!! Eccole qui pronte per essere messe in vendita e acquistate da tutti i golosi del mondo!!! Ah! Dimenticavo! Speriamo di trovarci una sorpresa interessante!!! |
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