![]() L’aristocrazia e la ricchezza facevano la differenza nella vita quotidiana della Roma imperiale. Infatti, a queste classi sociali, erano riservati privilegi ed opportunità negati alla plebe. Ai plebei spettavano ruoli subalterni, sia nella vita politica sia nelle occupazioni quotidiane.Non mancavano, però, momenti di svago offerti direttamente dall’Imperatore. | |
| I nobili abitavano in case spaziose e confortevoli, costruite con colonne di marmo, pavimenti e mura di cinta ( domus ). Spesso venivano pagati artisti per decorare le pareti con affreschi colorati. Anche le case dei ricchi, però, non avevano vetri alle finestre che erano piccole e talvolta chiuse con sottili lastre di alabastro. | ![]() |
![]() ![]() | Tra il II e il I sec. A.C ricchi patrizi trasformarono molte fattorie in grandi villae, enormi tenute organizzate razionalmente che, grazie al lavoro degli schiavi, producevano derrate a prezzi convenienti.I proprietari vi trascorrevano periodi di vacanza, per cui alcune parti di esse erano arredate lussuosamente con pareti decorate, portici ombrosi, biblioteche e grandi locali per lo studio e lo svago. |
| I Romani poveri abitavano in stanzucce povere poste sopra le botteghe o in locali presi in affitto in casamenti popolari molto simili ai nostri condomini: le insulae. Le finestre non avevano vetri, ma erano chiuse con persiane di legno.L’acqua doveva essere attinta alle fontane pubbliche e per l’igiene personale si andava alle terme. | ![]() |
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Per la costruzione delle insulae, i costruttori utilizzavano spesso materiali scadenti. Esse erano mal costruite ed erano frequenti i crolli e gli incendi causati dalle lucerne a olio o dai focolari per la cucina.Per questo, l’Imperatore Cesare Augusto fu il primo ad istituire un servizio di vigiles che dovevano intervenire in caso di incendio. I mezzi per contrastare il fuoco erano però poco efficaci, perciò più volte divamparono incendi distruttivi. |
| I bagni pubblici, chiamati terme, erano fonte di grande piacere per i Romani che, talvolta, vi trascorrevano anche l’intera giornata. Gli edifici erano lussuosi e fornivano ogni genere di comodità e di divertimenti. Oltre a bagni e a piscine c’erano, infatti, palestre, sale per i massaggi, giardini, biblioteche. | ![]() ![]() |
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Le terme erano organizzate in ambienti con vasche di acqua fredda (frigidarium), vasche di acqua calda ( calidarium). Per riscaldare l’acqua e gli ambienti si utilizzava il sistema dell’ipocausto. L’aria calda circolava sotto i pavimenti o lungo le pareti, grazie a condotti formati da mattoni forati.Le terme erano luoghi allegri e rumorosi perché i Romani amavano chiacchierare, cantare, fischiettare. |
| I Romani, in età imperiale, mangiavano tre volte al giorno. La colazione(ientaculum), era costituita da pane o biscotti, olive, datteri e miele.Il pranzo (prandium) era piuttosto leggero. Il pasto più importante era la cena, che iniziava nel tardo pomeriggio.Molto famosi erano i banchetti del console Lucullo, noto per il lusso di cui amava circondarsi. | ![]() ![]() ![]() |
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I Romani amavano ogni tipo di spettacolo, ma in particolare prediligevano le lotte dei gladiatori e le corse con i cavalli.I gladiatori erano schiavi o prigionieri condannati a morte.In apposite scuole venivano addestrati al combattimento all’ultimo sangue. Coloro che riuscivano a salvarsi ottenevano la libertà ed erano ammirati dalla folla festante. Quando un gladiatore riusciva a sottomettere un altro, prima di ucciderlo si voltava verso la folla. Questa aveva la facoltà di decidere la sua sorte. Mostrare la mano chiusa a pugno con il pollice verso l’alto significava salvezza. Il pollice girato verso il basso era il segnale per dare il colpo di grazia. |
| I luoghi in cui si svolgevano i giochi erano il circo e l’anfiteatro. Talvolta si organizzavano anche battaglie navali riempiendo il fondo dell’anfiteatro di acqua e facendo combattere modelli di navi, di dimensioni più piccole dei quelle reali, ma abbastanza grandi da contenere più uomini. | ![]() ![]() |
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L'occupazione di un romano dipendeva dalla sua situazione sociale. L'unica carriera degna di un nobile, al sommo della scala sociale, era quella politica o militare. Professioni, come quella di architetto, avvocato o dottore erano intraprese da coloro che appartenevano a classi medie, che potevano permettersi un'istruzione. I cittadini poveri, che vivevano in campagna in genere lavoravano la terra. Se invece abitavano in città, facevano i panettieri, i fabbri, i vasai, i macellai o i falegnami. | I figli dei ricchi andavano a scuola. La scuola poteva essere una semplice stanza o un locale separato dalla strada da una tenda.Gli insegnanti erano di solito schiavi greci. Erano severi ed erano ammesse punizioni per gli scolari svogliati e indisciplinati Ragazzi e ragazze frequentavano scuole diverse dove imparavano a leggere, e a scrivere e a contare. Per scrivere, si usava incidere le lettere su tavolette di legno spalmate di cera. A tredici anni le ragazze lasciavano la scuola per sposarsi, mentre i maschi proseguivano gli studi ed iniziavano la carriera militare. | ![]() ![]() |
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La scuola iniziava la mattina presto e terminava a metà pomeriggio. Dopo la scuola gli scolari potevano andare alle terme o a giocare. Giochi molto popolari tra i ragazzi erano la moscacieca e il gioco delle noci, tanto diffuso che “abbandonare le noci” voleva dire abbandonare l’infanzia. |
| I ragazzini delle classi sociali più elevate disponevano di veri e propri giocattoli commissionati dai loro genitori a esperti artigiani: i cerchi da far correre con la bacchetta, le trottole, i carrettini a forma di animale con le ruote, le bambole. | ![]() ![]() |
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I vestiti erano diversi fra uomini e donne. Dall’abbigliamento si poteva inoltre capire la posizione sociale di ognuno. Il vestito dei Romani adulti era la TOGA , lunga anche sei metri e complicata da indossare. Sotto la toga indossavano la TUNICA , l’abito principale di schiavi e plebei. Le donne indossavano la STOLA, una specie di tunica lunga fino ai piedi, sopra alla quale portavano la PALLA . Le calzature erano il sandalo, usato da plebei e schiavi, il CALCEO e la CALIGA usata dai patrizi. |
| La donna romana, pur sottoposta al potere del marito e priva di diritti politici, spesso riusciva ad avere una influenza sulla vita pubblica. Attenta soprattutto alla cura degli interessi famigliari, la donna, dava al marito consigli e gli garantiva sostegno morale. Anche la vita delle donne romane dipendeva dal loro stato sociale. Le donne agiate trascorrevano la giornata ad organizzare il lavoro degli schiavi. Le donne più povere lavoravano al mercato, nelle fattorie o come sarte. | ![]() ![]() |
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Sopra le tuniche le donne ricche indossavano abiti di seta o di cotone. Cosmetici e profumi erano molto diffusi: come cipria usavano la polvere di gesso, col il sedimento del vino rosso si coloravano le labbra e le guance. La cenere serviva per scurire ciglia e sopracciglia. Anche le donne, nel corso dei secoli, lasciarono da parte le semplici acconciature per farsene di molto più elaborate, che comprendevano boccoli, treccia e ricci ottenuti con un ferro caldo. I capelli biondi e rossi andavano molto di moda, per questo le donne spesso indossavano parrucche ottenute con la capigliatura delle schiave nordeuropee. |
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